Cura

2018: Un anno che cambia lo scenario

Con la legge 219/2017 il ruolo delle cure palliative assume nuove prospettive. Dando valore al modello di cura, formazione e ricerca raccontato nel Bilancio di Missione della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli.

A dare “la linea” al Bilancio di Missione 2018 della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli è un dato di realtà che modifica lo scenario culturale, prima ancora che operativo, delle cure palliative. L’entrata in vigore della legge 219/2017 fa segnare, a livello di contesto, un riconoscimento nuovo del ruolo delle cure palliative. «Questa legge è particolarmente rilevante per i professionisti che operano in cure palliative perché riconosce un approccio che li caratterizza da sempre, proprio in quanto palliativisti: il rispetto delle volontà del paziente, l’importanza della relazione con pazienti e familiari per rispondere in modo appropriato ai loro bisogni e delineare quindi un piano di cura condiviso. Adesso questo tempo dedicato alla relazione e all’ascolto è diventato un diritto». Un nuovo scenario, insomma, che si interseca con i 18 anni di pratica della Fondazione e dà una chiave di lettura rinnovata a un modello di cura e di ricerca che trova, proprio nel Bilancio di Missione, anche la sua giustificazione numerica. Ovvero il valore della ricaduta sociale che gli Hospice da un lato, e l’attività di studio e ricerca svolti da ASMEPA dall’altro, producono anno dopo anno a beneficio delle comunità, oltre che delle singole persone accolte nelle strutture e delle loro famiglie.

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