Incontri

Formazione e fragilità in dialogo al KUM! Festival

«La morte, per chi opera in un hospice, è tema imprescindibile e imprevedibile»

esordisce Monica Beccaro, responsabile dell’Accademia di Scienze di Medicina Palliativa – ASMEPA, introducendo all’ultimo KUM! Festival la sessione organizzata dalla Fondazione Hospice Seràgnoli dal titolo: Incontrare la morte. La cura e la formazione alla fragilità.

Come ci si prepara, sotto l’aspetto professionale e dal punto di vista della resilienza umana, a questo incontro che per i professionisti delle cure palliative è costante, ma si presenta ogni volta con sfumature diverse? Che ruolo ha la formazione nel fornire gli strumenti per affrontare la fatica emotiva ed esistenziale del prendersi cura? A confrontare esperienze e competenze rispetto a questi quesiti sono stati chiamati Giulio Costa, Responsabile del Servizio di psicologia degli hospice per adulti della Fondazione Seràgnoli di Bologna, Luigina Mortari, docente di Epistemologia della ricerca qualitativa e di Filosofia
dell’educazione all’Università degli studi di Verona e Michele Rugo, medico chirurgo, psichiatra, psicoterapeuta e psicoanalista, docente di Psicobiologia presso l’Università dell’Insubria e Direttore Medico della Residenza Gruber.

Clicca qui per per rivedere la Sessione di Dialogo.

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Incontri

Il corpo? Ci costringe a rimanere umani

In un mondo sempre più smaterializzato e virtuale, è fondamentale riaffermare il valore del nostro “essere fisico”. L’elemento che più di ogni altro, anche nei momenti di fragilità, continua a raccontare chi siamo. A spiegarne le ragioni è Vittorio Lingiardi, medico e psichiatra, autore di un saggio-viaggio attraverso quello che lui chiama «il teatro della psiche».

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Palliativisti in prima linea

Joan Marston, Advocacy Executive dell’organizzazione PallCHASE (Palliative Care in Humanitarian Situations and Emergencies), spiega il ruolo delle cure palliative nei contesti di crisi umanitaria.

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Cura

Indagare la fragilità

L’integrazione tra competenze specialistiche e cure palliative aiuta a costruire percorsi più appropriati per pazienti complessi non oncologici. L’esempio della nefrologia secondo l’esperienza di Cristina Pinerolo, responsabile della Struttura Semplice di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Magenta.

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