Cura, Formazione, Incontri, Solidarietà

Essere sostenibili per natura

Per il Gruppo Davines l’attenzione alla comunità è parte integrante della «creazione di valore». Rientra in questo orizzonte la collaborazione dell’azienda con la Fondazione Hospice Seràgnoli, che quest’anno si concentra sulla formazione.

Fondato a Parma nel 1983, e oggi attivo in 76 Paesi nel mondo, il Gruppo Davines è da decenni un riferimento nel settore dei prodotti cosmetici professionali. Un percorso di sviluppo e di affermazione sui mercati che è sempre andato di pari passo con l’attenzione alla «sostenibilità» dell’operare, che si traduce in attenzione al contesto ambientale (utilizzo di risorse energetiche rinnovabili, materie prime naturali…) e soprattutto alle persone e alle comunità. Ha trovato terreno fertile in questo DNA aziendale la collaborazione avviata nel 2014 dall’azienda con la Fondazione Hospice Seràgnoli, una partnership cresciuta negli anni e che ha reso ancora più solidi i valori di responsabilità sociale del brand. Ne abbiamo parlato con Davide Vicini, Responsabile Controllo di Gestione, che in Davines è coordinatore del gruppo Solidalmente.

Il Gruppo Davines è una realtà di grande successo internazionale che di recente si è certicata B-Corp, ovvero un’azienda che “usa il business come forza positiva”. Come si inserisce in questo quadro la collaborazione con la Fondazione Hospice Seràgnoli?

Davines ha ottenuto la certicazione B Corp nel 2016, ma ha l’attenzione all’ambiente e alle persone nel proprio DNA fin dagli esordi della sua attività d’impresa. Oggi questa vocazione non è solo alla base della creazione dei nostri prodotti, ma ispira ogni progetto che l’azienda idea e persegue, valutandone con attenzione gli impatti. Davines, come azienda italiana, anzi di Parma, è molto impegnata in questi anni a creare valore per il proprio territorio e per le realtà locali con le quali condivide approcci e valori, come la Fondazione Hospice Seràgnoli, con la quale collaboriamo dal 2014.

Per il 2017 avete scelto il progetto Borse di Studio e in particolare di sostenere il percorso di Master di un infermiere che si formerà in Cure Palliative per l’Adulto e Pediatriche. Quanto è importante per voi investire sulla crescita delle persone?

La crescita delle persone è un valore importante per Davines, che crede nelle partnership di lungo periodo, che possono costruire valore per entrambi i partner. La formazione in particolar modo consente una realizzazione professionale per chi la riceve, garantisce una accoglienza qualificata e cure sempre più attente.

La collaborazione è nata con la fornitura gratuita di prodotti per l’igiene e la cura del corpo nei tre Hospicedella Fondazione, apprezzata da pazienti e familiari. Oggi prosegue con il sostegno diretto alle attività. Quale importanza date alla continuità dei vostri interventi sociali?

La condivisione di principi e di obiettivi comuni è presupposto cardine per creare un impatto positivo per le persone che duri nel tempo. In tutte le attività, infatti, cerchiamo di agire come nella nostra quotidianità aziendale, che è improntata sulla creazione di una prospera longevità, ovvero una prospettiva di crescita di lungo periodo costruita sull’attenzione e la cura per la qualità, l’affidabilità, l’autenticità e l’efficacia. Come gli Hospice Seràgnoli, anche Davines infatti fonda il proprio lavoro secondo valori di trasparenza e responsabilità. Siamo quindi lieti di continuare a contribuire alla loro opera.

NEL 2016

1.211
Totale pazienti ricoverati nei tre Hospice Seràgnoli

146.272
Ore di assistenza personale erogate

575
Visite e consulenze erogate
(+19% sul 2015) 1,96 Lo Sroi, Social Return on Investment della Fondazione

BILANCIO DI MISSIONE E STUDIO SULL’IMPATTO SOCIALE: DUE STRUMENTI PER MISURARE L’ATTIVITÀ DELLA FONDAZIONE HOSPICE SERÀGNOLI

Un Bilancio di Missione che dettaglia attività e progetti con un ricco corollario di dati numerici e infografiche e presenta la prima tappa dello studio sull’impatto sociale delle attività assistenziali della Fondazione Hospice, realizzato in collaborazione con il Centre for Social Innovation dell’Università di Heidelberg. Presentando questi due strumenti di rendicontazione la Fondazione Hospice Seràgnoli riflette sui risultati raggiunti dopo 15 anni di attività e guarda avanti, tracciando la rotta verso i prossimi orizzonti dell’impegno. Un impegno che cresce e si consolida di anno in anno, con l’avvio di nuove iniziative e la strutturazione di una “macchina” che ha ormai armonizzato i tre pilastri del suo operare: cura, formazione e ricerca. Un “fare” misurato e misurabile che produce un impatto effettivo e viene progressivamente monitorato secondo standard internazionali.

«Per comprendere se i servizi messi a disposizione della comunità rispondano effettivamente ai bisogni di pazienti, familiari e stakeholder istituzionali (SSN), la Fondazione Hospice ha intrapreso uno studio di impatto sociale», viene spiegato nell’introduzione del volume. «Lo studio ha permesso di indagare, in questa prima fase in termini quantitativi e in termini qualitativi nel prosieguo dello studio, le ricadute sociali indotte dalle attività assistenziali della Fondazione. In particolar modo, quello che ci interessa verificare è il valore generato in termini sociali, economici e di miglioramento della qualità della vita, obiettivo ultimo dell’esistere della Fondazione Hospice stessa». Un valore generato decisamente positivo, che sta racchiuso in una cifra piccola ma di grande portata: 1,96. È il dato che sintetizza lo SROI (Social Return on Investment) dell’attività della Fondazione. In pratica, per ogni euro investito, il “ritorno sociale” in termini di benefici per il singolo e per la collettività, è quasi raddoppiato. Un indicatore importante, perché conferma lo “stato di salute” della Fondazione e della sua attività. Una realtà sostenibile, oltre che capace di rispondere ai bisogni del territorio.

SCIENZA, CULTURA, MUSICA E GUSTO PER I 10 ANNI DI ASMEPA

Un convegno dal respiro internazionale (si veda l’approfondimento della sezione “VIVERE”) e una serata di grande musica e alta cucina. Così il 28 settembre, presso il MAST di Bologna, l’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa (ASMEPA) ha celebrato i suoi 10 anni di attività. A chiusura del convegno scientifico, la sera, la platea del MAST è stata rapita dalle note di Biagio Antonacci che si è esibito in un esclusivo concerto in acustico a favore delle attività formative e di ricerca dell’Accademia. Antonacci ha portato sul palco una vera e propria prova d’autore, creando un immediato feeling con il pubblico che ha coinvolto in più momenti anche su un tema a lui particolarmente caro: la generosità. Il concerto è stato seguito da una cena interpretata, per gli ospiti, da tre grandi chef dell’alta cucina italiana (anzi, marchigiana, vista la provenienza dei tre maestri): Mauro Uliassi, Stefano Ciotti e Michele Biagiola.

 

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