Formazione, Incontri

Competenza e visione alla SICP

Scienza, Innovazione, Cura, Pianificazione. Sono le quattro parole scelte come fil rouge del XXXI Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) svoltosi dal 21 al 23 novembre 2024 a Riccione. Quattro parole che rappresentano, secondo gli organizzatori, “i valori che riteniamo frutti e radici fondanti della nostra Società, un luogo di interscambio culturale di alto livello, dove ogni contrasto di idee diviene fonte di opportunità di crescita, dove ogni divergenza si tramuta in un’occasione per imparare gli uni dagli altri”. Una mission condivisa dalla Fondazione Hospice Seràgnoli e da ASMEPA, l’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa, braccio formativo della Fondazione, che anche in questa edizione hanno risposto con una presenza tangibile. Da un lato con uno stand immersivo completamente rinnovato e ricco di contenuti digitali, per conoscere al meglio i percorsi di studio proposti dall’Accademia, dall’altro, portando all’interno del ricco calendario di sessioni e di workshop le competenze dei professionisti della Fondazione e del proprio network.

Per la sessione a cura della Fondazione, si è scelto di portare l’attenzione su un tema di largo respiro, e al contempo di strettissima attualità: “Il valore degli spazi nel percorso di cura: umanizzazione e innovazione”. Una traccia densa di spunti su cui si sono confrontati Giulio Costa, Responsabile Servizio di Psicologia – Area Adulti, Fondazione Hospice Seràgnoli, l’architetto Enrico Iascone e Alberto Bortolotti, Chief Technology Innovation Officer di MAIS Family Office, che ha sollecitato la riflessione su un concetto ormai sempre più presente nella quotidianità della cura: lo spazio digitale.

Come spiega Sharon Nahas, Direttore Medico della Fondazione Hospice e moderatrice della sessione, quello proposto è «un tema apparentemente distante da chi si occupa di assistenza, ma che riteniamo invece essere parte integrante del percorso di cura. Quando i clinici pensano al percorso di cura», prosegue Nahas, «vengono in mente parole quali ascolto, empatia, centralità del paziente, sollievo… Ma occorre porsi due domande fondamentali: “Quanto incide il poter lavorare in un ambiente funzionale e informatizzato?” E “quanto influisce sul paziente e sui familiari?”».

La capacità di generare interrogativi, oltre che di portare risposte competenti, ha caratterizzato anche la partecipazione delle diverse relatrici e relatori della Fondazione e di ASMEPA che sono intervenuti, nel corso dei tre giorni, nei panel di discussione, su diversi temi: la sfida dell’interculturalità nell’ambito delle Cure Palliative, il valore della ricerca, l’impatto dei disturbi del sonno nei bambini e sulle famiglie prese in carico in percorsi di Cure Palliative Pediatriche. Nel programma scientifico del Congresso, 10 relazioni sono state sviluppate a partire dai progetti di tesi di gruppo dei Master di Cure Palliative e Cure Palliative Pediatriche organizzati da ASMEPA con l’Università di Bologna.

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