Le cure Palliative? Un diritto globale
Nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità le indichi come "mandatorie", sono ancora pochi i Paesi nel mondo che hanno un approccio strutturato a questa cultura della cura.
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La recente Guida alla Pianificazione Anticipata delle Cure in ambito pediatrico, realizzata dallo CYPACP Network, rappresenta un riferimento non solo per i professionisti, ma anche per i genitori che vengono accompagnati a riscoprire il valore della conversazione come aiuto di fronte alla paura dell’ignoto.
L’allargamento dei percorsi di cure palliative ai pazienti con patologie croniche degenerative rimette al centro il vero valore
di questa disciplina. Che non parte dalla malattia, ma dalle necessità della persona.
A quattro anni dalla sua entrata in vigore, la normativa che introduce le Disposizioni Anticipate di Trattamento e la Pianificazione Anticipata delle Cure si conferma uno strumento che, oltre a rimettere al centro il paziente, sta trasformando la relazione di cura e il ruolo dei professionisti sanitari.
Nel percorso di cura i familiari del paziente giocano un ruolo determinante: da potenziale limite, ricco di conflitti e tensioni emotive, possono e devono diventare alleati chiave dell’équipe di cura. Per guidare questa evoluzione esistono strumenti e modelli di approccio che arricchiscono le professionalità delle cure palliative. A partire dalla capacità di mettersi in dialogo.
Secondo il giurista Stefano Canestrari il percorso di cura deve basarsi su una «relazione terapeutica umana». Non un adempimento formale, ma una cornice all’interno della quale le professioni sanitarie esaltano il proprio valore
Stefano Zamagni, uno dei padri accademici del non profit italiano, spiega perché la riforma del Terzo Settore rappresenti «un’importante conquista di civiltà». E perché è determinante che le organizzazioni acquisiscano la responsabilità di «misurare» i risultati del proprio impegno. Soprattutto in ambito sanitario.