Quando non c’è più nulla da fare, è ancora tutto da fare.
Non iperspecializzazione e competenza tecnica, ma una continua capacità critica sul proprio operare e sulla relazione che si instaura nella cura. Questa, secondo Luigina Mortari, filosofa e pedagogista, la chiave per leggere oggi il compito dell’ars medica. Che, quando si rivolge a pazienti bambini, assume anche una sfumatura in più.
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